Movimento Pensionati Cattolici


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Statuto


ESTRATTO DELLO STATUTO DEL MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI

Art. 1 – Denominazione, sede, durata e contrassegno

E' costituita una libera Associazione Sociale, Politica e Culturale denominata “MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI”, ovvero nella forma abbreviata “M P C”. La sede Sociale, legale, amministrativa e politica dell’Associazione viene stabilita in Roma, alla via Arangio Ruiz n. 24/H3 bis – 00165 Roma. Possono essere istituite altre sedi locali, nazionali e internazionali, centrali e periferiche. L'Associazione ha durata quinquennale, tacitamente e continuativamente prorogabile ad ogni scadenza per identico successivo periodo. L’Associazione ha un proprio contrassegno cosi definito: “Linea di circonferenza con all’interno del cerchio, nei tre quarti superiori del campo, dall’alto verso il basso le siluette di quattro anziani sullo sfondo colorato con varianti chiaroscuro del bleu e con al centro il simbolo della croce sormontata da raggi di luce e recante, lungo la linea di circonferenza, l’incisione a caratteri maiuscoli “MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI”. Infine, nel semicerchio inferiore è inserito un drappo sventolante con i colori della bandiera italiana”. Il contrassegno potrà essere liberamente modificato dall’ Esecutivo senza la necessità di convocazione assembleare o di altre formalità.

Art. 2 – Oggetto sociale e struttura organizzativa

L’Associazione promuove la realizzazione di un Movimento Nazionale organizzato in forma federale su base territoriale regionale, riconoscendo il livello regionale alle province autonome di Trento e Bolzano. Il medesimo status è riconosciuto all'insieme delle circoscrizioni estere, mentre nei singoli Stati esteri si potranno dare la medesima struttura prevista per il livello regionale. Le strutture regionali e territoriali del movimento hanno propria autonomia e responsabilità statutaria, amministrativa, contabile, fiscale e civile, nel rispetto dei principi generali e delle norme stabilite nel presente Statuto. Esse strutture non possono in alcun modo vincolare o impegnare l'Associazione. Agli "Statuti Regionali" del movimento compete il compito di definire l'assetto organizzativo e rappresentativo al proprio livello ed a quelli sottostanti. Gli Statuti regionali, nel disciplinare quanto di loro competenza, devono attenersi – per essere riconosciuti politicamente dall’Associazione - ai principi fondamentali desumibili dal presente Statuto e devono prevedere almeno la figura di un Coordinatore Regionale, di un Organo Assembleare Regionale, di un Esecutivo Regionale, del Tesoriere Regionale e di un Organo Regionale di Controllo e Garanzia. E' compito degli Statuti Regionali regolamentare l’individuazione delle cariche e degli incarichi del movimento e dei delegati assembleari. A loro volta gli Statuti Regionali, possono prevedere articolazioni territoriali su basi provinciali, comunali o di altri ambiti, purché essi non contrastino sotto alcun profilo e non impegnino in alcun modo la presente Associazione. Le strutture nazionali e territoriali del movimento, a qualsiasi livello, possono concorrere alle competizioni elettorali e referendarie previa specifica ed espressa autorizzazione – nonché nei limiti anche temporali della delega scritta che dovrà essere di volta in volta rilasciata, a pena di nullità, dal Presidente dell’Associazione Movimento Pensionati Cattolici o da suo delegato. Le strutture e gli organi regionali e territoriali del Movimento decadono con provvedimento del Presidente dell’Associazione o dell'Esecutivo Nazionale nel caso di grave violazione dello Statuto Nazionale o delle direttive di ordine generale impartite o per mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, o di altra grave infrazione. In tal caso il Presidente dell'Associazione (o un suo sostituto delegato) provvede a ricostruire, parzialmente o totalmente, un nuovo rapporto politico fiduciario con gli stessi od altri soggetti anche promuovendo nuove assemblee fra i simpatizzanti o nuove aggregazioni. Gli Organi elettivi del movimento, a qualsiasi livello, deliberano a maggioranza assoluta dei presenti se non diversamente stabilito dal vigente Statuto associativo o dagli Statuti Regionali del movimento.

Art. 3 –Finalità del movimento

Il MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI è l’Associazione politica in grado di offrirsi come luogo di partecipazione, di proposta, di elaborazione, di confronto democratico, di informazione verso gli “over 60” e di sensibilizzazione e promozione nel Parlamento in ordine alla non più rinviabile necessità di attuare ogni principio legislativo idoneo al concreto ed urgente conseguimento di diritti imprescindibili della terza età, categoria questa, allo stato, elusa o calpestata in violazione del disposto costituzionale e contrariamente da come recitano gli articoli 3; 4; 32; 35; 36; 38; 47; 53; 72 e 117: “Tutti i cittadini hanno pari dignità Sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e Sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e Sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona e l’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e Sociale del Paese; (Art. 3) La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della Società; (Art. 4) La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana; (Art.32) La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, (Art. 35) senza limiti di età; Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se e alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa, (Art. 36) ovvero anche il diritto ad una pensione rapportata alla qualità del lavoro già svolto ad al costo reale della vita onde assicurare una esistenza libera e dignitosa; Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza Sociale; (Art. 38) Tutela del risparmio, (Art. 47) con la logica imposizione di costi contenuti per tutti i rapporti bancari e postali di cittadini “over 60”, oltre che per una effettiva remunerazione del risparmio della Terza Età; Tutti i cittadini sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. ( Art. 53) Per equità fiscale, basata sulle reali capacità contributive e finanziarie degli anziani, a far data dal raggiungimento del 60/mo anno di età deve essere esclusa dal reddito la casa di abitazione, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti dovrà rapportarsi al numero di persone che vi abitano e non alle dimensioni in metri quadri della casa abitata, mentre le tariffe delle utenze devono essere ancorate ad una sistematica e graduale riduzione triennale con l’avanzare dell’età. Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza. (Art. 72) Nel caso di leggi afferenti ai diritti degli anziani, dovrà essere applicato il comma 2 di questo articolo, poiché diviene anacronistica, inconcepibile e pretestuosa la lungaggine burocratica per l’esame di proposte legislative in favore degli anziani; Lo Stato ha l’obbligo di impartire precise direttive in materia di beneficenza pubblica, assistenza sanitaria ed ospedaliera, turismo e trasporti per gli anziani, anche da parte delle Regioni, pur se negli ambiti delle leggi esistenti”. (Art. 117) Il mancato rispetto del richiamato dettato costituzionale, condiziona in negativo la vita quotidiana di circa 20 milioni di pensionati insieme a tutti gli altri soggetti rimasti esclusi dalla pensione a causa del mancato raggiungimento dei limiti contributivi e costituisce violazione del diritto ad una vita dignitosa. Il MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI può concorrere alle competizioni politiche, elettorali e referendarie a qualsiasi livello, anche raggruppandosi con altre forze Politiche, Sociali e Culturali, previa specifica ed espressa autorizzazione, nei limiti anche temporali della delega scritta - che dovrà essere di volta in volta rilasciata dal Presidente (ovvero da suoi delegati).

Art.4 – Finalità socio-politiche

Il MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI riconosce e riafferma le radici della cultura cattolica, oltre che delle grandi culture di riforme attuate nel secolo scorso, con al primo posto lo scopo di riaffermare in favore degli anziani e dei cittadini meno abbienti la piena attuazione del dettato costituzionale, i principi ispirati dalla dottrina Sociale della Chiesa, la cultura cattolica della solidarietà familiare, della sicurezza e della giustizia Sociale; la cultura liberale dell'economia, delle libertà individuali e del buon governo; la cultura delle grandi tematiche dei diritti civili e costituzionali, della questione morale e dei nuovi diritti di cittadinanza; elementi tutti alla cui evoluzione ha contribuito notevolmente l’operato incessante e responsabile del grande popolo degli “over 60”, oggi purtroppo pressoche’ emarginato o scarsamente considerato dalle istituzioni ad ogni livello. Categoria umana invece per la quale si impone il riconoscimento dello status di pensionati socialmente utili, anziché di peso sociale, soluzione che consentirebbe di rimanere attivi e di integrare le esangui pensioni, ove possibile o desiderato. In definitiva, gli anziani costituiscono una risorsa tutta da valorizzare a beneficio della società.

Il MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI ha come obiettivo primario il recupero degli sprechi delle varie “caste” politiche, pubbliche, sindacali e giornalistiche per destinare quanto così recuperato all’aumento delle pensioni minime raggiungendo livelli idonei onde consentire una vita dignitosa ed accettabile, oltre che migliorare le condizioni di vita dei pensionati e conseguire i diritti per tutti i cittadini i quali hanno già e comunque ampiamente concorso col proprio lavoro alla crescita del paese, integrando i valori tradizionali di libertà, uguaglianza, legalità e giustizia con i concorrenti valori propri del nostro tempo e nel quadro di un sempre piu’ avanzato federalismo di partecipazione e verso l’europeismo. Obiettivo primario del MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI è il conseguimento tempestivo di speciali iniziative di salvaguardia del potere di acquisto, prevedendo apposite convenzioni bancarie per abbattere le spese di gestione, una speciale remunerazione dei risparmi della terza età studiata per fasce di reddito; la stipula di apposite convenzioni con i principali centri commerciali nazionali di ogni comparto; la diffusione gratuita di speciali buoni-moneta complementare da spendersi in centri convenzionati. Sono previste altresì speciali iniziative legislative nell’ambito della solidarietà sociale per la tutela della terza età, partendo dalla politica della sicurezza, del diritto ad usufruire di dignitose pensioni sociali, del diritto alla salute ed alla vita, del diritto di ottenere, a prezzi sociali, la locazione di case dagli Enti; del diritto dei coniugi superstiti a pensioni ancorate all’andamento dei reali costi della vita ed effettivamente rivalutabili, dell’abolizione di barriere architettoniche, della esenzione dal pagamento dei canoni televisivi, della gratuità dei trasporti e della mobilità sul territorio regionale e nazionale, dell’istituzione di idonei Centri APG - Agenzie Provinciali Garanti per la formazione, il rilascio di permessi di soggiorno di durata semestrale rinnovabili, per la collocazione e per il controllo dell’operato di colf e badanti straniere, per segnalare Ed occorrendo far espellere i soggetti che commettano reati in danno della terza età e dei disabili. Infine, l’istituzione di idonei Centri di Accoglienza della Terza Età per garantire assistenza e vita serena a tutti i soggetti meno abbienti.

Il MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI intende conseguire un autentico cambiamento, per realizzare un nuovo metodo di sviluppo sociale proteso alla tutela dei singoli, dei nuclei familiari, dei disabili, degli artisti ed ex militari, nonché basato su interventi correttivi ed idonei a rendere dignitosa e tranquilla la sopravvivenza ai soggetti più deboli e ciò specialmente nei piccoli centri e nelle aree territoriali più povere ed arretrate. Per favorire in tal modo un’equa ripartizione delle risorse congiunta alla opportunità di organizzare forme di mutuo soccorso e di cooperazione fra gli anziani, anche prevedendo la utilizzazione degli stessi nel volontariato sociale. In definitiva, per far si che, « sopperendo con idonea legislazione alla italica necessità di “ arrangiarsi per sopravvivere” in una società che troppo spesso ignora le difficoltà quotidiane di ogni genere, sopportate senza clamore dai pensionati, costretti a convivere e combattere contro truffe del sistema finanziario, bancario e immobiliare, mala sanità, burocrazia, ticket, utenze, inflazione, caro vita, insufficienza dei servizi sociali, insicurezza e, fatto più grave, sovente in totale solitudine», si contrapponga prioritaria la globalizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, rispetto a quella economica.


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